
Il 5 giugno 2019 è morto sua Eminenza il cardinale Elio Sgreccia, per i suoi collaboratori semplicemente don Elio.
L’ho conosciuto in occasione del primo corso di Perfezionamento in Bioetica istituito presso l’Università del Sacro Cuore di Roma e da allora è stato presente nel percorso della mia vita con consigli e suggerimenti. Ha sempre manifestato doti ineguagliabili di semplicità e modestia pur nella straordinaria profondità e lucidità intellettuale. Grande conoscitore del pensiero teologico, etico, filosofico e antropologico ha dato vita al personalismo ontologicamente fondato, chiave di lettura bioetica delle grandi questioni che la società e cultura tecnologica hanno portato con sé.
Mai polemico, ma attento ascoltatore, ha saputo mettersi in dialogo con le varie correnti di pensiero. Devo al suo insegnamento la mia passione per la bioetica e l’attenzione alle relazioni umane, che poi mi hanno fatto approdare al mondo della medicina narrativa. Per me è stato e resta insuperabile maestro di sapienza e di vita, di generosità e di umanità.
La profondità e delicatezza del suo pensiero mi ha accompagnata in tutti questi anni e resteranno guida anche negli anni a venire. Lavorare con don Elio è stato una scuola di umiltà e amore per il sapere e la vita, quella reale, fatta di esseri umani e di emozioni.
È una persona che non dimenticherò mai.
Riposi in pace.
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