LIBRI

 

Manuale di Bioetica vol. 1  Fondamenti e percorsi di bioetica, a cura di Enrico Larghero Giuseppe Zeppegno, Effatà, Torino ed. 2024

  • Aborto post-nascita, in   Enrico Larghero Giuseppe Zeppegno (a cura di) , Manuale di Bioetica vol. 1.  Fondamenti e percorsi di bioetica, Effatà, Torino 2024, pp.345-354
  • Diritti umani e bioetica, in Enrico Larghero e Giuseppe Zeppegno (a cura di), Manuale di bioetica vol.1– Le nuove frontiere della bioetica, Effatà, Torino 2024, pp. pp.485 – 596
  • La rivoluzione scientifica e il ruolo demistificante del linguaggio in Enrico Larghero e Giuseppe Zeppegno (a cura di), Manuale di bioetica vol.1 – Fondamenti e percorsi bioetici, Effatà ed. Torino 2024, pp.669-688

Manuale di Bioetica vol. 2  Bioetica medica, a cura di Enrico Larghero Giuseppe Zeppegno, Effatà, Torino ed. 2024

  • Statuto dell’embrione umano e bioetica in Enrico Larghero e Giuseppe Zeppegno (a cura di), Manuale di bioetica. Vol.2 Bioetica Medica, Effatà ed. Torino 2024, pp. 163-180
  • Eutanasia neonatale  in Bioetica e medicina narrativa, in Enrico Larghero e Giuseppe Zeppegno (a cura di), Bioetica medica, Effatà, Torino 2024, pp. 389 – 399
  • Medical humanities, Bioetica e medicina narrativa, in Enrico Larghero e Giuseppe Zeppegno (a cura di), Manuale di bioetica. Vol.2 Bioetica medica, Effatà, Torino 2024, pp.571 – 589
  • Comitati etici, comitati di bioetica e comitati di etica clinica, in Bioetica e medicina narrativa, in Enrico Larghero e Giuseppe Zeppegno (a cura di), Manuale di Bioetica vol 2. Bioetica medica, Effatà, Torino 2024, pp. 609 – 627

Manuale di Bioetica vol. 3 Le nuove frontiere della bioetica, a cura di Enrico Larghero Giuseppe Zeppegno, Effatà, Torino ed. 2024

  • L’uomo futuro signore della vita, ovvero farsi carico della fragilità umana, in Enrico Larghero e Giuseppe Zeppegno (a cura di), Manuale di Bioetica vol.3 Le nuove frontiere della bioetica,  Effatà, Torino 2024, pp. 265 – 275

NASCERE OGGI
Questioni bioetiche di inizio vita

Venire al mondo nel Terzo millennio resta ancora qualcosa di meraviglioso e intrigante. Progresso scientifico e tecnologico hanno permesso di costruire un tempo e uno spazio dell’esistenza solo pochi decenni or sono fuori dalla portata umana. Forse, però, manca ancora una presa di coscienza razionale, emozionale, onestamente critica, da cui muovere per rifondare una corretta comprensione del legame generazionale proprio a partire dalla vita prenatale e dal pieno rispetto della dignità intrinseca ad ogni essere umano. Questa è la sfida a cui è chiamata la bioetica del tempo prenatale. Ridefinire alla luce delle nuove scoperte scientifiche la relazione materno-fetale è uno dei nuovi orizzonti della bioetica della vita nascente. Stessa esigenza investe anche la relazione tra biologo e concepito così come tra legislatore e concepito. Portare tali problematiche in primo piano e porle al centro della riflessione attuale – scientifica, giuridica, filosofica, teologica, psicologica, sociale – è uno degli scopi di queste pagine, punto di partenza e non di arrivo per affrontare questioni per loro natura dinamiche e dialogiche. Come ha scritto Elio Sgreccia nella Postfazione, «è giusto che si incoraggino studi come quelli raccolti in questo volume, ove il rigore scientifico sia mantenuto eticamente orientato alla vita e la cultura sia liberata dalle suggestioni dell’eutanasia».


FABBRICARE BAMBINI?
LA QUESTIONE DELL’EMBRIONE
TRA NUOVA MEDICINA
E GENETICA

“L’originalità dell’opera della Lombardi Ricci consiste non soltanto dell’aver richiamato correttamente i termini della questione dell’identità dello statuto dell’embrione, ma nell’aver discusso a fondo le varie prospettive filosofiche che si confrontano su questo tema, e inoltre, nell’aver colto anche la variazione ermenenutica ed epistemiologica che si evidenzia nella concezione della scienza e della medicina attorno al fatto della produzione (fabbricazione) dell’essere umano che merita sempre il nome di bambino e ne racchiude il valore antropologico.”  Elio Sgreccia

 

 

 

 

 

 

 

 


MALATI DI VITA. L’UOMO CONTEMPORANEO, LA MALATTIA E LA MORTE

L’uomo contemporaneo, la malattia e la morte, questo tema ci pone direttamente a confronto con la fine della vita umana, quando questa avviene nella malattia.   A differenza di quanto ci si potrebbe aspettare, i destinatari, a cui ho pensato di rivolgermi, non sono soltanto il paziente con la sua famiglia, il medico e l’infermiere, cioè i soggetti coinvolti nella sofferenza indotta dalla malattia, ma tutti noi, perché la malattia come la morte sono una condizione squisitamente umana e come tale riguarda ogni uomo, sano o malato che sia. L’unica certezza della vita, come ricorda l’adagio popolare, è la morte.   La prospettiva che il libro propone non è tanto quella di chi si preoccupa di cosa fare in una data situazione clinica, quanto quella antropologica. Questo significa che l’interesse primo è l’uomo, l’uomo concreto, quello che si scopre a vivere un’esperienza non desiderata, non voluta. Anche chi assiste il malato si ritrova ad affrontare in modo profondo una nuova prospettiva, in quanto si deve confrontare con la semplice verità  spesso dimenticata – che la morte è il destino di ogni vivente.


IL CANTIERE DELA VITA

RISVOLTI MULTICULTURALI DELLE BIOTECNOLOGIE

La tecnica -come si sa- è una delle espressioni proprie dell’uomo che accompagna il suo cammino storico: a partire da Aristotele, la filosofia ha preso coscienza del suo ruolo e del suo significato nel contesto del rapporto dell’uomo con il mondo circostante, e nello sviluppo della civilizzazione. La tecnica non è soltanto il semplice strumentario, sempre più evoluto e complesso, con cui l’uomo cerca di piegare al suo servizio la realtà che lo circonda, è molto di pù,  … La riflessione che mancava ancora sull’incidenza della tecnologia nell’ambito della vita e della gestione della biomedicina è ciò che viene opportunamente presentato in questo prezioso contributo, che muove dalla considerazione di quelle che sono le leggi strutturali del pensiero tecnologico e della tecnologia come sistema scientifico ed epistemologico….  La bioetica è chiamata a fare i conti con questo tipo di tecnica e con il Fenomeno Tecnico, e questo è uno stimolo che richiede forze nuove di pensiero critico e di ricchezza spirituale. Elio Sgreccia

 

 


LA VITA E L’UOMO NELL’ETA’ DELLE TECNOLOGIE RIPRODUTTIVE

Tra i temi più dibattuti di questi ultimi anni troviamo senz’altro quelli relativi alla ricerca genetica, alla manipolazione del DNA, alla produzione della vita in laboratorio. E in laboratorio si dà origine anche alla vita umana. Libertà della scienza, dignità della vita umana sono i due valori entro cui si gioca l’intervento dell’uomo. La sfida è immensa e il dialogo tra le due culture, quella scientifica (che sa e che fa) e quella umanistica (che si interroga sul significato di quel sapere e di quel fare), è lo strumento che aiuta l’uomo a dar voce alla sapienza che sta dietro alla scienza ma che in essa trova il suo senso. L’intento di questo volume è quello di mettere a confronto le due culture per meglio comprendere la posta in gioco. 


LA FIDUCIA CHE GUARISCE

L’USO DEL PLACEBO TRA SCIENZA ED ETICA

Il nome “placebo”, così come la sua realtà il noto ”effetto placebo”, costituisce un qualcosa di intrigante e complesso, antico come la medicina e oggetto attuale di ricerca scientifica…. Ormai il placebo è diventato una specie di misura fissa utilizzata negli studi sperimentali come controllo dell’efficacia dei nuovi farmaci, che deve risultare percentualmente superiore a quella rivelata dal placebo con cui è confrontata. Ciò nonostante, permangono molte perplessità sulla legittimità del suo uso, essendo ormai acquisizione condivisa che a ogni paziente “dovrebbe essere garantito il miglior comprovato mezzo diagnostico e terapeutico” (Dichiarazione di Helsinki art.II, 3).

Se l’efficacia del placebo è connessa alla convinzione del paziente di essere curato – non si va forse dal medico perché si ha la speranza e la fiducia che egli si prenda cura del nostro sentirci male? – il contesto in cui questa speranza e fiducia incontrano la risposta del medico, il contesto in cui si assume la terapia, farmaco o placebo che sia, non può non giocare un ruolo di primo piano. … Approfondire la riflessione sul placebo e il suo effetto può diventare uno strumento da cui partire per ripensare il senso della relazione sanitaria, sottraendo il placebo da ogni banalizzante riduzionismo. Cosa fa scattare la guarigione – o, quando non è possibile, ci fa star meglio – sia che si utilizzi un farmaco sia un placebo? I CURATORI

 


VENIRE AL MONDO TRA OPPORTUNITA’ E RISCHI

PER UNA BIOETICA DELLA VITA NASCENTE

“Vedere la luce tra opportunità e rischi” propone molteplici suggestioni ed apre uno spiraglio, una finestra su una fase della vita, quella nascente, in gran parte ancora avvolta nel mistero. Venire al mondo nel III Millennio resta ancora qualcosa di veramente meraviglioso e intrigante. Meraviglioso, perché da sempre la nascita ha suscitato gioia, curiosità e paura. Intrigante, in quanto è indispensabile comprendere il senso dell’evento per poterlo collocare nella vita individuale e collettiva. I miti delle origini, presenti in forme differenti in tutte le culture, mostrano da sempre la necessità di affrontare e interpretare l’evento del nascere. Che anche oggi sia intrigante, lo mostra il crescente dibattito intorno a tali tematiche. Progresso scientifico e tecnologico hanno permesso di costruire un tempo e uno spazio dell’esistenza solo pochi decenni orsono fuori dalla portata umana e sui quali, peraltro, molto è già stato detto.  … Il testo vuole costituire, oltre che una riflessione a più voci sulle questioni inerenti la vita prenatale, anche uno stimolo al confronto e al dialogo bioetico.”  I curatori.


MEDICAL HUMANITIES E BIOETICA CLINICA

“L’opera Medical Humanities e Bioetica Clinica si pone come obiettivo quello di offrire una riflessioni critica, di porre le basi per rispondere a tali dicotomie socio-culturali, ad una realtà sanitaria nella quale tutti indistintamente, operatori sanitari e pazienti, si trovano coinvolti. Il primo intento è quello di ridefinire la persona, oggi troppo frequentemente vittima di strumentalizzazioni, di violenze e di abusi, riaffermandone la sua intrinseca dignità,  il suo valore inalienabile, ontologico, da tutelare e da preservare in ogni fase della sua esistenza, dal concepimento sino alla morte naturale.”  E. Larghero

http://www.usminazionale.it/recensioni/recensione-2010_12b.htm


BIOETICA E MEDICINA NARRATIVA

La storia dell’umanità è narrazione di fatti, di pensieri e di eventi. Anche la società contemporanea globalizzata, multietnica e multiculturale è fatta da storie che si intersecano e si sovrappongono costruendo la trama su cui fondare le relazioni sociali. La scienza, figlia del suo tempo, è ormai ritenuta da gran parte della cultura laica l’unica depositaria della verità, caratterizza l’orizzonte del sapere ed è divenuta punto di riferimento obbligato dell’agire umano. …
La persona umana, che vive nella storia ed è in essa non solopassiva ma anche attiva e responsabile, viene interessata della storia ogni giorno per il tempo che scorre e per gli eventi che intervengono nel corso dei giorni a volta provocati o previsti dal soggetto adulto altre volte subiti e inaspettati. Tra questi eventi, dal primo che è il concepimento fino a tutti gli altri, si collocano le malattie di vario tipo. Capire la persona comporterà sempre richiamare anche la sua storia e capire un evento che riguarda la salute implicherà richiamare la storia personale del soggetto.

In particolare nel caso della malattia, come nell’età avanzata o nelle varie forme di solitudine, condizioni in cui l’uomo manifesta la sua fragilità, una buona relazione fatta di ascolto e di dialogo consente alla persona non solo di raccontare il proprio mondo vitale, ma anche la propria emozione ed il significato che tale situazione suscita in lui. La malattia in particolare mette a nudo quello che si è, i vizi e le virtù, le risorse e le debolezze, le speranze e i timori. Nella capacità di cogliere questi aspetti l’approccio tecnico-scientifico risulta carente. La sensibilizzazione come la preparazione-formazione etica e bioetica degli operatori sanitari può trarre giovamento se viene completata con il sussidio della letteratura e delle arti perché esse permettono di cogliere in modo efficace la complessità dei caratteri umani, di aprire mondi possibili e soprattutto di entrare protagonisti delle diverse vicende ch l’arte racconta.
È fondamentale pertanto recuperare questa componente umanistica della medicina attraverso una preparazione più articolata e completa. Accanto alle competenze tecniche gli operatori sanitari del domani dovranno acquisire una solida cultura fatta di letteratura, di arte, di musica e di cinema. Solo attraverso questo percorso il medico si riapproprierà di una sensibilità perduta, rientrerà pienamente in un rapporto empatico con il malato. …   Mons. Elio Sgreccia

 


LA MEDICINA NARRATIVA

I PRESUPPOSTI, LE APPLICAZIONI, LE PROSPETTIVE

Le narrazioni hanno accompagnato la storia dell’umanità. Oralmente le tradizioni, gli usi e i costumi si sono tramandati di padre in figlio ed in tal modo il sapere, l’esperienza, i modi di vivere sono passati attraverso racconti alle generazioni successive. Inoltre i graffiti, i disegni rupestri, intesi come segni e simboli hanno rappresentato anch’essi uno strumento per trasmettere dei valori. Con la nascita della scrittura la capacità di comunicare e condividere i vissuti ha subìto un’ulteriore e significativa accelerazione.  Da sempre l’uomo racconta se stesso e da un secolo all’altro le storie di tutti hanno contribuito a scrivere la Storia… La deriva ipertecnologica di matrice cartesiana ed illuministica della modernità è  purtroppo sfociata, se non in una negazione, in un ridimensionamento dell’humus umanistico, privilegiando le evidenze scientifiche, i protocolli, le linee guida, il consenso informato. Tale risultato inevitabile e, per certi versi apprezzabile e positivo, ha però generato un progressivo distacco del medico dal paziente… Il testo si orienta in tali direzioni e assimila le nuove tendenze. Partendo dai presupposti della comunicazione si muove infatti nelle molteplici realtà della clinica, aprendo quindi  una prospettiva feconda verso il futuro. Il panorama, illuminato dalla luce della Bioetica, quale disciplina in grado di armonizzare ed integrare le varie suggestioni e di coniugare le teorie con la prassi clinica. Elio Sgreccia 

https://www.omni-web.org/comunicazione-alleanza/?fbclid=IwAR3dFxCnbNDXhUNeF1oSEx0zdgSsMSlcV-lw-FtscjRNZ-1_3jgRQWvo6Rs 


PARS DISSERTATIONIS AD DOCTORATUM IN THEOLOGIA MORALI CONSEQUENDUM – A.A. 1992-93